POLITICA TRA PROGRESSO DIRITTO ED ETICA

 

Pare che lo politica, oggigiorno,  non risponda ai principi

della rispondenza del diritto e che non coltivi il rispetto

per il diritto privato dei singoli, ai fini dei fondamenti da

sempre ritenuti primi, in quanto cardini della legalità e

della condivisione dei diritti e de valori comuni.

La politica preferisce, oggigiorno, riferirsi ai diritti della

sola rappresentanza ( di parte ), rinunciando al valore

dei singoli dei cittadini e non ritenendo, alcune volte,

utili i loro diritti, o quelli non riconoscendoli e al tempo

stesso riferendoli o inesistenti o di interesse comune,

in ragione di una fede avulsa dagli stessi equi quanto

civili e patri fondamenti.

Alla certezza del diritto individuale dei singoli e alla

possibilità che da essi possa giungerne un diritto comune

e condiviso, si preferisce un civilismo pur impegnato,

ma distante dalla concretezza del diritto e della legalità,

se più vicino a certo gnorrismo di fondo e all’omertà

delle condivisioni sensibili.

La crisi della politica è solo uno degli aspetti della crisi

sociale.

Così davvero non si fa progresso né si promuove il diritto

al progresso comune.

                                                     Rinaldi Angelo

E’ POSSIBILE UN NUOVO GIORNALISMO CHE SUI TEMI INTERETNICI INTERRELIGIOSI DIFENDA COMUNQUE E SEMPRE IL DIRITTO DELLA PERSONA E CHE SIA CAPACE DI AFFERMARE CHE SE L’EUROPA HA LEGGI OSPITALI VERSO I MUSULMANI COSI’ PURE DEVE ESSERE STABILITO

 

INEQUIVOCABILMENTE DA TUTTI I PAESI DELLA COMUNITA’

MONDIALE ADERENTI ALL’ONU A TUTELA E DIFESA DELLE

MINORANZE ETNICHE E RELIGIOSE, SECONDO VINCOLI E

LEGGI INTERNAZIONALI SANCITE, APPROVATE E SOTTOSCRITTE?