DEFAULT ED ECONOMIA TRA GLI STATI DELL’ORDINE MONDIALE

L’innalzamento del tetto del debito pubblico ipotizzato

per gli USA o per altri Stati, non costituisce per decisione

una risoluziona decisiva del problema,  se presa a cuor

leggero potrebbe risultare dannosa e improvvida, provo-

cando inflazione interna e perdita del valore monetario,

innescando effetti boomerang sui vari sistemi monetari.

Senza dubbio il debito pubblico va gestito e controllato

dallo Stato che attraverso una legislazione attenta e

preventiva ne fissi i criteri ed i parametri di valutazione,

1) ostacolando la commutazione del debito pubblico in 

    titoli azionari  e comunque in ogni caso in titoli ad

    alto tasso di interessi,

2) commutando per convenzione parte  del debito

    pubblico in titoli di impegnativa per

 

    A) la ricapitalizzazione delle aziende statali, intersta-

        tuali ed intercontinentali, anche riguardo alle poli-

        tiche di industrializzazione dei Paesi poveri e agli

        interventi contro la desertificazione delle aree

        povere del sud del mondo, 

 

    C) la costituzione di un fondo statale e di un fondo

        unico federativo interstatuale ( aggiuntivo ) per

        la stabilità monetaria ( differenti tanto per l’Ue che

        per gli Usa, secondo i rispettivi ordini e sistemi

        politici e monetari oddidentali ),

      

    C) la costituzione di un Fondo Mondiale del Plus-

        prodotto,

 

    D) l’adozione di politiche economiche e di sviluppo

        equilibrate,  

 

    E) L’adeguamento del debito pubblico ai livelli

        effettivi di consumo interno,

 

    F)  impegnativa per la proporzionalità dell’importazione

         e dell’esportazione complessiva,

 

    G)  la costituzione della formula  debito statuale a

         franchigia e a riscatto a seconda degli impegni

         assunti in base ai precedenti punti di impegnativa,

 

    D)  riduzione degli armamenti nucleari ( in ragione di

         un ipotizzabile futuro disarmo mondiale ).

 

                                                    Rinaldi Angelo

 

 

 

 

QUANDO SI DICE PROGRESSO

Quando si dice  ” nuovo ” si dice pur ” Progresso “,

con la P maiuscola a non offendere mai alcuno la

proseguilbilitl della ragione di una via comune.

Dove sia ” IL NUOVO ” nessuno sà dire o spiegare,

di fatti se ciò è divenuta ormai una sola ” indole di

etichetta “, o la parola di un bagaglio  ” comodo “

per spiegare in politica parole come diritto, legalità,

senso morale, ragione comune, perfino parole e

frasari per spiegare come ciò che è veramente vero

e sociale sta a comunanza degli interessi secono

pur late verità, ovviamente tutte opinabili, come

per l’appunto che sia  ” un nuovo “, oppure un

attendibile ” nuovo progresso “.

Di fatto tutti sono entro il discorso e la parafrasi

non c’è, anch’essa si dà per assente,

Quale che sia valore che traspaia dalle molte ango-

lazioni e sfaccettature di riferimento molte sono

le verità e non poche le falsità nelle mezze verità,

nell’assenteismo sociale, civile ed etico, non alcuno

potrà mai pienamente affermare che lo stato civile

e sociale si fonda sui principi di libertà, verità ed

egualianza.

Il senso pragmatico pare richiami ad altro.

Non alcuno si spende per il Progresso e la civiltà

ma solo oggitempo spende per i valori molti delle

molte fila degli zeri perfetti complementari.

Vi sono certo progetti, organigrammi, attendibili

diritti, ma dov’è l’attendibilità di chi responsabilità

in politica, nelle sedi istituzionali dello Stato,

oppure semplicemente in economia?

Si penserebbe che sia solo un discorso italiano,

invece il tema che non rappresenta affatto ” la

querelle ” di buon passatempo di più di qualche

politico sorinione, distratto o dormiente, guarda

caso riguarda anche L’Ue, ma poiché vasti e rilevanti

ne sarebbero gli interessi, tutti i dormienti si danno

per assenti.

S’intende che la politica fino agli estremi più para-

dossali è ed è stata chiamata a non dare risposte

né di è surrogati e pare che da tempo il messaggio

sia stato recepito  patrimonio dell’umanità di

più angolazioni di pensiero.

S’intende che non alcuno vorrebbe essere esente

dai diritti e anon  pochi non starebbe affatto che

prevalessero di poi le ragioni legali e legittime e le

consegnerebbero più che solo pochi diritti all’azienda

pubblica di uno Stato in smantellamento.

Che verrebbe poi in Italia ed in Europa una gran 

fatica di Sisipo in più?

 

                                        Rinaldi Angelo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’EUROPA RAVVISA L’ITALIA SU CONTI PUBBLICI E BILANCIO

Con un severo monito, che si aggiunge ai precedenti,

il Governo dell’Ue ha ravvisato il Governo italiano sui

conti pubblici e sul bilancio dello Stato: intanto Draghi,

già Governatore di Bankitalia ha ottenuto la nomina di

Presidente della Banca centrale europea.

Ma se le cose non stanno per il meglio in Italia, di fatti

anche in tutti i Paesi dell’euro-zona la crisi non demorde

e si fa sentire, mentre pare che l’affrontino meglio gli

USA.

Sarà un caso, c’è dell’altro, oppure è davvero tutto merito

americano?

Senza dubbio alcuno, molteplici sono comunque i fattori,

le incidenze e le variabili positive e negative di mercato

tanto in generale quanto nello specifico a determinare i

dinamismi dei singoli sistemi produttivi tra dipendenze e

interdipendenze dei sistemi produttivi, spesso alla ricerca

di nuove qualificazioni e collocazioni di mercato in situazioni

contingenti, dettate in massima dai dati semestrali delle

semi-variabili di ritorno ( fermo restando il diritto fattivo

di buona parte dei progetti  organigrammatici della ”  new-

economy “,  che pare non appartegano di fatto ai Paesi del-

l’euro-zona, oppure a specifiche aree, né in alcunché all’Italia,

almeno fino a questo tempo ” ), al rincaro ingiustificato delle

merci, ai costi di deposito e ammortizzamento, alla specula-

zione fine a sé stessa, a determinare gli indici di mercato e

gli stessi indici inflazionistici.

 

                                              Rinaldi  Angelo

 

 

 

 

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