IL MINISTRO GELMINI CONTESTATA DAI QUOTIDIANI PER UN GAFFE AVVENUTA CON UN COMUNICATO AL CERN DI GINEVRA

Vi è tuttavia da sospettare che tutti gli esperimenti potrebbero

non avere le debite certificazioni.

Il tunnel ideale dei netrini che passano attraverso la materia

con il ricorso ad un accelleratore protonico avrebbe comunque

tratto in inganno il ministro, benché di fatti è pur vero che molti

esperimenti del Cern avvengono da tempi anche nel sottosuolo

del territorio italiano  ( pare al momento senza il ricorso a veri

tunnel  rettilinei – o grandi cavi – o misti curvo-rettilimei e

sempre con il ricorso agli  acceleratori).

Forse davvero l’esperimento è avvenuto in aree e non nel sot-

tosuolo e mai pere l’esperimento fu utile un tunnel come quello

del Gran Sasso, anche perché il neutrino potrebbe viaggiare

allo stato attuale delle conoscienze delle scienze solo su un

percorso rettileneo ( a meno che non cambi traettoria per cause

diverse ).

 

                                                     A.Rinaldi

 

 

 

                                          

L’EUROPA NON DEVE RICAPITALIZZARE LE BANCHE

Il provvedimento potrebbe risultare inutile quanto devastante

per gli sviluppi futuri.

Occorre una etica di fondo.

Aiutiamo la Grecia interpellando in Europa e nel mondo fattiva-

mente gli industriali e concediamo alla Grecia un baget annuale

di ricapitalizzazione a costo zero:

In tal caso almeno un problema saebbe risolvibile.

Le banche vanno valorizzate e sostenute ma non ricapita-

lizzate dai fondi UE.

Il continuum di una scelta bieca potrebbe condurre unioni

e Stati nella sindrome economica che noi definiremmo con

un certo anticipo di “Cassandra “.

Di fatti tesori in oro fino o monete e titoli in nulla varrebbero

e non potrebbero colmare la sete.

.

                                                       A. Rinaldi

 

 

 

IL GOVERNO ABBIA LA COSCIENZA DI CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E DEL MINISTRO PER LO SVILUPPO E L’ECONOMIA

Di fatti tra i passi da lumaca e quelli da gigante manca

in ogni caso del diritto la sostanza  ( anche perchè il cam-

mino non è affatto breve ).

Vogliamo a proposito ricordare che chi ha il suo diritto lo

mantiene e non lo concede per un nonnulla…ed anche

quando tutte le leggi divenissero distorte per il solo onore

che ne giunga di malvezzo ad uomo solo per la ragione di

occupare un  seggio che  dia onori, meriti e prestigio

al suo nome ed alla parvenza del suo onore d’uomo ( a

dirsi di tutto in anelito e fuor dei capitoli tutti anche quando

a lui spettanti, magari super partes a parte una et superior

partes a causa una ).

 ( Fanfulloni..ladri di un diritto basta! ( e del vostro

regno per l’imperio nullo basta!- Riprese sol tra sé dicendo

e soggiunse: ” Nossignori! ” , mantre alcuni pensdavano

fosse andato fuor di tergo).

Voi non avete inteso l’onore ed il diritto ai fini di una

maggior bene comune, non avete onorato i diritti del

cittadino e per essi il diritto dello Stato, per questo

siete perdenti e destinati ad esserlo tra le diverse frange,

nondimeno quanti hanno interesse alla caduta di un

ministro e del suo governo, sappiano che la ragione

non sta di traverso o di parte, né + in tutto d’onore

mai e primo o mai in tutto di fede adempia alla volontà

di chi voglia solo sottrarre, sottacere e sottrarre senza

mai confrontarsi, riconoscere diritti per avere e non gia

pensando a priori di desiderali per dispensarne.

 

                                                    A.  Rinaldi

 

 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA HA DICHIARATO CHE LA PADANIA NON ESISTE MA CHE ESISTE UNA SOLA NAZIONE:L’ITALIA

Come non dare ragione al Presidente?

Di fatti la Padania non è un Paese ma è una pianura, i villaggi

ed i paesi anticamente ne erano distanti e distribuiti lungo il

fiume Po, ma la storia della Padania non è stata mai scritta

in quanto il territorio era suddiviso in più vilaggi più che in

etnie.

Si trattava di umili genti discese da Astore e Pastore, che la

tradizione fa risalire a Marte ( ovvero Brandimarte Marteno

Junio Mareno Jovene Arteno Ateno Areno Celeno d’Archeo Arcano

Kronos Atreo d’Aggeo ) e invero di origine Arno-Marno-Carne

e Alpeci e dall’istesso Marte sottomesse.

In età pre-romana i Frigi, i Lici ed i Liburni furono vinti per

più volte e servirono la causa di Roma nelle guerre postume,

barbari ed i re fino al barbaro Barbarossa e suoi discendenti

furono odiati, combatutti e vinti proprio dall’istesso nord

opulento dei Comuni con la politica diplomatica ed il

ricorso al compromesso.

Allora di quali nordici vogliamo parlare? Del bisavolo del

re e imperatore Federico, di quel di Attila o Totila, oppure

del bisavolo di re Alboino, magari or proprio senza appar-

tenervici in nulla?

E’ pur chiaro che agli studiosi ed ai cultori di storia è dato

un diritto primo: di interpretare e leggere per vera la storia

così come è vero che ai politici è dato il diritto-dovere di

non sentirsi ora figli ed eredi dei barbari, ora dei Normanni

e ora dei Longobardi in tutto e buon diritto e senza che

nulla gli si dica in difetto.

( a parte è che nell’araldica dovrebbe cosiderarsi l’origine

nobiliare in Longo – Bardo e dal bardo del re ).

 

Tuttavia tralasciando gli approfondimenti precedenti e suc-

cessivi va pur detto che solo che nei tempi molto successivi

e in età premedievale, tanto i Normanni quanto i Longobardi

furono invitati a lasciare il nord ricco e opulento secondo

accordi e si stanziarono a centro-sud, tranne alcuni capifa-

miglia di minore ufficialità che decisero di permanere avendo

stretto giusto anito.

Non si sa dunque di quale altra historia di fatto si voglia

parlare e riferirsi per argomentare.

 

                                                         A. Rinaldi

 

 

 

 

                             

ROTTURA ASSE BOSSI-MARONI?

Rottura asse Bossi-Maroni? Chi ci crede non sta della politica

o del solo significato.

Il Ministro Maroni prepara solo la sua  nuova campagna elet-

torale per adunare i moderati leghisti ed i moderati delle fila

cattoliche, convergendo ovviamente sulle necessità della

riforma elettorale per una semplice questione di massima 

” impasse ” repubblicana, tuttavia la riforma potrebbe anche

divenire un preludio al cambio di qualche art. costituzionale

essenziale, magari ricorrendo a qualche art. delega come

stratagemma tra il governo e la istituzione superiore della

commissione deputata, senza che di fatto sia interrogato

sui temi costituzionali il Popolo Italiano.

 

                                                    A. Rinaldi