DOPO LE NEFASTE RIFORME SCOLASTICHE E LA PSEUDO-RIFORMA UNIVERSITARIA IL GOVERNO SI VOLGE ALLA DI TUTTO BUONO ALLA RIFORMA SANITARIA

Dopo molte riforme, tutte ” novissine ” e tutte ” rovinosissime “,

l’attuale governo si volge alla ” riforma sanitaria ” a tagliare

letti-ospedalizi e personale, secondi i parametri ” max. 30 letti-

ni per 60mila abitanti, con soppressione del 50%.

Chi paga le tasse forse non paga la Sanità?

Alcuni pensano che le nuove misure possano ancore più inaudi-

bili e nefaste.

Va ovviamente ricordato che uno Stato non è una impresa, che

le dinamiche economiche dell’impresa semplice o complessa non

attengono specificatamente i criteri del diritto, dell’economia

pubblica e privata, nello Stato stesso.

 

                                                     Rinaldi Angelo 

MA IL PAESE HA NECESSITA’ DI RIFORME STRUTTURALI DI AMPIO RESPIRO SOCIALE

in quanto con le sole riforme scritte sulla carta lo stesso

rischia di restare tale e quale, benchè or solo con un bel

mucchio di parole cambiate ( interposte o confuse e magari

di fatto mai intese ).

Pensiamo che senza il rispetto dei principi basilari e pur

fondanti, non poco possa permanere nel pieno insufficere,

tanto più quando si parla di diritti e rispetto dei diritti e

dei doveri che invero compete tutti, e per ovvie ragioni

da primi or proprio a coloro i quali ambirebbero di essere

or solo i ministranti la legge or sempre per ecccesso e per

difetto, senza titolari in carica e in toga, nondimeno in

suoi baccelli aprioristica, per la fede del caso infine al solo

momentaneo, perché possa poi estendersi, dulcis in fundo

per la rinnovatio legis  ( del capestro o del canestro? ).

La grande crisi ancora una volta è dietro l’angolo, e se in

fino a questo tempo non alcuno si è reso coerente e ha reso

la coerenza che da tempo doveva per la legalità, per il pro-

gresso, il rispetto civile, sociale ed umano, è che di fatto

ancora più di un boomerang sfalderà le piccole e grandi

inconcludenti politiche poggiantisi sul solo ordine del mero

cambio delle parole arbitrali tra le non poche parafrasi e

postille di rimando ai codicilli a coda di ogni codice.

E’ pur vero che tra il diritto cumune e la parafrasi di un’epoca

nuova e perciò ancora non chiusa, si potranno nutrire quelle

molte speranze che fanno grandi gli uomini quando or proprio

non perdano con quella stessa la fede, qual essa sia, per

riuscire ad uscire dal vicolo cieco, oppure dalla grande palude

( più che da un semplice pantano ).

                                                            Angelo Rinaldi

                                           

LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA- Question time ITALIA-UE

                                                                                                                                             Fotografie-2067.jpgWaterfall.jpg

Il progetto della 

privatizzazione

dell’acqua è da

ritenersi illegittimo così come qualsiasi disegno

di Legge in discussione che intenda praticarne una

scellerata attuazione.

La gestione dell’acqua non può essere concessa ai

privati, in quanto per diritto e tradizione l’acqua è

un bene pubblico primario, essenziale e comune,

in quanto fattore gregario su cui si fondano i princi-

pali interessi civili e sociali delle comunità.

Cosa accadrebbe se privati o private aziende comin-

ciassero a deviare il corso naturale delle sorgenti,

dei torrenti e dei fiumi?

Non potrebbero or forse comprare anche laghi e monti?

( Sebbene già ciò avvenga va chiarito che si tratta di

 crimini contro il patrimonio e contro il diritto sovrano

 del popolo italiano, perciò da ritenere crimini a cause

 di leggi improprie ).

Cosa accadrebbe alle attività agricole e quelle del

settore dell’allevamento?

I primi acquedotti furono costruiti in età romana e il

diritto romano sanciva l’acqua come bene essenziale

comune e la gestione dell’acqua era di competenza

dei funzionari pubblici.

C’è forse una storia nuova che in nome di un ” pre-

sunto modernismo ” tutti si debba fare a ritroso?

La corte Costituzionale valuti l’incostituzionalità del

disegno di legge sulla privatizzazione dell’acqua rite-

nendolo sostanzialmente illegittimo.

Per quanto riguarda eventuali sollecitazioni ai fini di

un adeguamento nell’erogazione dei servizi pubblici

( richiesti dall’UE) si risponda che in materia di ge-

stione interna, la lunga e storica tradizione del diritto

pubblico italiano a garanzia dei servizi essenziali, in

quanto primari, non può essere nella prerogativa

delle politiche secondo le istanze del Governo del-

l’UE, le cui competenze unitarie devono assolvere

ad altri principali compiti e rispondere ad altri canali

unitari fondamentali ( Banca pubblica, titoli, pen-

sioni integrative, ente sanitario pubblico europeo,

fondazione corpi speciali integrati UE dell’Esercito,

della Marina e dell’Aereonautica, settore energia

comparti pubblici ( idro-termo-solari e meccanico

idro-termosolari e solari-idro-termo-dinamiche)

in sistema integrato.

                                                      A. Rinaldi